2015-03-30

OpenDataLazio - presentazione a Formia il 9 aprile 2015



Verrà presentato a Formia il 9 aprile 2015 il portale OpenData del Lazio.  

11.30 - 14.00 | Laboratorio sui dati del portale 

a cura di Dante Chiroli, LAit S.p.A. e Roberto Angeletti, Open Street Map Gaeta
La conoscenza del territorio inizia con una buona mappa. E una buona mappa si realizza con una serie di tecniche applicate ad una serie  di dati in relazione tra loro.  Quali tecniche?  Quali dati ?  Quantum GIS (QGIS) è un software libero per la visualizzazione ed il trattamento di dati geografici. I partecipanti al laboratorio saranno messi in grado di visualizzare all'interno di  QGIS  i dati grafici territoriali presenti sul   portale OpenDataLazio e di OpenStreetMap e di eseguire elaborazioni tematiche di classificazione e stampe utili nella professione e nello studio del territorio.

con Dante Chiroli, Lait S.p.A
  • Interfacce CKAN 
  • Esempi d’accesso ed elaborazione dei dati aperti 
con Roberto Angeletti, Open Street Map Gaeta
  • OpenStreetMap :  La libera mappa del mondo - I dati del Lazio
  • Visualizzare i dati del Portale OpenDataLazio su Quantum GIS (QGIS)




A presto

BobMaX

Link utili:     dati.lazio.it

http://www.digitalchampions.it/archives/blog/la-sfida-tecnologica-e-culturale-degli-open-data-e-il-portale-del-comune-di-formia/

http://saperi.forumpa.it/story/110667/datalab-lazio-tour-oltre-100-partecipanti-al-primo-incontro-del-progetto-open-data

http://www.gazzettinodelgolfo.it/formia-open-data-lazio-tour-ecco-i-materiali-utili-per-approfondire/#.VTKk6nqmkVo

https://dati.lazio.it/documents/10181/109642/6_ANGELETTI_Formia09042015.pdf/29c1ce11-8cfc-4861-80da-d85dd6b9ca9b

Video Gaeta

Piano regolatore di Palermo su OpenStreetMap
http://opendatasicilia.it/2015/02/23/il-piano-regolatore-di-palermo-opendata/

2015-01-06

GEarthView 2.0 - plugin per QGIS




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GEarthView 2.0 version :
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GEarthView plugin displays QGis view and features with attributes (taken from the selected layer) into GoogleEarth.

Install, before, the following python libraries: 

twisted\ Twisted-13.0.0-py2.7-win32  
( https://pypi.python.org/pypi/Twisted/13.0.0 )
twisted.zip

zope\ zope.interface-3.6.0-py2.7-win32  
( https://pypi.python.org/pypi/zope.interface/3.6.0 )
zope.zip

New in 2.0 version:
1) It moves the QGIS window according with GoogleEarth view
2) It displays in QGIS XYZ coodinates from GoogleEarth view center
3) It puts a new point in GoogleEarth view center containing a QrCode
4) It puts the GoogleEarth view center points in QGIS 


tested on Windows, MacOSX and some Ubuntu Linux... 

(of course, GoogleEarth need to be installed, before ! If not, this plugin is completely unuseful :)


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GEarthView 2.0.5 version :
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GEarthView plugin visualizza in GoogleEarth la vista di QGis e gli elementi vettoriali con attributi (presi dal livello selezionato).

Novità della versione 2.0.5 :

0) Ruota la vista di QGIS (2.8) seguendo quella di GoogleEarth
1) Sposa la vista di QGIS (2.8) seguendo quella di GoogleEarth
2) Visualizza in QGIS le coordinate XYZ del centro di GoogleEarth
3) Inserisce un nuovo in GoogleEarth view center contenente un QrCode e DateTime
4) Aggiunge in QGIS il punto di GoogleEarth view center con le coordinate 3D
5) La funzione PasteFromGE copia elementi da GoogleEarth anche raggruppati in cartelle, e anche se contemporaneamente punti, linee e poligoni insieme.   Vengono creati in QGIS tre livelli, ognuno per tipo


Link Utili:

Come installare i moduli python

Un tutorial in italiano su GEarthView 1.07  plugin

Un tutorial brasiliano su GearthView 1.07 plugin nel sito GeoFumadas

Un esempio di utilizzo di GEarthView nella produzione di dati da rilasciare ad un cliente 

http://www.tysmagazine.com/cuales-son-los-5-complementos-de-qgis-que-deberias-conocer/

2014-12-31

Raspberry PI - Un Lampone sotto l'Albero


Vi racconto una storia.  Questa è la vera storia di come sono entrato in contatto con un "lampone di genio"  :)

Tutto è cominciato in libreria, in quella all'interno di una stazione.  Il mio treno era incredibilmente arrivato in anticipo, e quindi avevo tempo per fermarmi un attimo a guardare il reparto "Informatica", sempre più pieno di libri su MacOSX e Linux, e sempre meno di "Finestre".

In un angolo, una pila di libri bianchi e neri, con una macchia rossa e verde:  "Raspberry PI".    Ne prendo uno, di libro, e comincio a sfogliarlo.  Parla di una scheda, simile ad Arduino, io credevo, ma fatta in Inghilterra.

Bah, penso, ci siamo fatti clonare l'idea della scheda tuttofare.   Sto per riporre il libro, però mi guardo intorno.  Ci sono altri libri sul Raspberry.  Anche troppi.  

Allora, apro di nuovo il "mio" libro e guardo meglio:  connettore di rete, due porte USB,  uscita video HDMI, connettore Input/Output,  e "udite udite" lettore SD come Hard Disk !!!

Semplicemente Geniale !    Si tratta di un computer completo su una "carta di credito"  :)

Lo voglio.  Il libro, intendo, per il momento.   Scelgo nella pila di libri identici quello che ha la copertina meno rovinata, più liscia, più bella.    E' una mia fissazione.

Vado velocemente in cassa.  Il libro costa quasi come il computer di cui parla.  Venti euro ben spesi.

Proprio così:  un computer da venti euro (circa).   Possibile ?   Lo vedremo.

Esco dalla libreria e poi dalla stazione.  Sta leggermente piovendo, e così prendo l'ombrello dentro la mia borsa.  Apro l'ombrello e appendo la busta di carta contenente il mio bel libro ed il quotidiano gratuito al manico a gancio dell'ombrello.  Sono entusiasta della copertina del libro, lucida e perfetta.  :)

Un colpo di vento rovescia l'ombrello e mi costringe a chiuderlo.  E a saltare sul marciapiede, perché un autobus arriva verso di me.   Ufffff.   Scampata bella.

Ma mi manca qualcosa.   Il libro !  La busta dov'è ?   Torno indietro sui miei passi.   Ecco il marrone della mia busta di carta in mezzo all'incrocio,  tutta strapazzata.    Raccolgo triste il mio pacco, bagnato e stropicciato, e guardo al suo interno, aspettandomi di vedere il disastro che poteva aver fatto la ruota doppia di un autobus che vi era passato sopra.

Intatto.  Il libro era intatto.  Con la sua copertina lucida rispecchiava la mia faccia allucinata e bagnata.

Solo qualche buchetto quasi invisibile.  Solo la costola del libro, che riportava qualche scanalatura in più.  Un autobus non aveva scalfito l'integrità dell'oggetto, né il suo prezioso contenuto.

Inutile dirvi che la sera stessa avevo ordinato via internet il mio Rasperry PI.  Il computer, questa volta.

:)


La storia continua …  su   http://unlamponesottolalbero.blogspot.it


A presto

BobMaX




2014-12-22

"GIS Open Source" - Intervista ad Alessandro Furieri autore di SpatiaLite


"Libro-Libero"

Incontriamo ( virtualmente ) Alessandro Furieri, Markus Neteler e Paolo Cavallini, autori del libro "GIS Open Source - GRASS GIS, Quantum GIS e SpatiaLite - Elementi di software libero applicato al territorio" ed esponenti del mondo open source geografico italiano, e poniamo ad ognuno di loro dieci domande, relative al come è nato e come si è sviluppato il software libero geografico e quali saranno presumibilmente le direzioni future, nel quadro delle esigenze e delle ricerche innovative in campo territoriale.

Iniziamo con Alessandro Furieri, autore di SpatiaLite, piccolo gioiello italiano dei database spaziali.

SpatiaLite nasce dal progetto SQLite, un motore di Database Relazionale mono-utente, singolo file, contenitore di tabelle, comandabile tramite linguaggio SQL.

SQLite ha avuto un successo planetario, tanto da essere implementato su tutti i sistemi operativi, compreso quello di tutti i tipi di cellulari, ed ha surclassato di lunga misura il programma Access di Microsoft (tra l'altro esclusivamente presente su Windows).

SpatiaLite è l'estensione spaziale di SQLite. Anch'esso mono-utente, SpatiaLite è stato inventato e implementato da Alessandro Furieri, che ne gestisce lo sviluppo e la distribuzione.

SpatiaLite non è una versione minimale di un database spaziale, è una versione completa e con prestazioni ottime, tanto da essere supportato ormai da tutti i programmi GIS open e non open source.

I comandi SQL in SpatiaLite sono praticamente gli stessi presenti nelle versioni più "blasonate", anche commerciali, e le possibilità di elaborazione sono notevoli, anche se limitate dalla mono-utenza e dallo spazio disco raggiungibile.

Ma partiamo subito con le domande.

[da  http://www.confsl.org/confsl10/images/stories/foto_furieri.jpg ]

START_OF_INTERVIEW

Domanda 1: Alessandro, partiamo dagli inizi: quando e come ti è venuto in mente di scrivere un motore spaziale, e perchè "Spatial is not special" ?

Risposta di Alessandro Furieri: Tutto inizio' nel modo piu' casuale possibile circa verso l'anno 2000; fino ad allora non mi era mai capitato di occuparmi di GIS e di cartografia, anche se avevo comunque maturato una lunga esperienza nel campo dello sviluppo di software applicativo.

Quando a partire dal 2000 iniziai a collaborare con l'Osservatorio Trasporti di Regione Toscana mi trovai improvvisamente a dovermi confrontare con il problema della rappresentazione cartografica delle reti del trasporto pubblico.

Occorreva georeferenziare svariate decine di migliaia di paline di fermata e di varianti di percorso sull'intero territorio regionale, e naturalmente occorreva anche verificare che quelle rappresentazioni cartografiche corrispondessero esattamente agli orari di servizio.

I primi tentativi di affrontare il problema tramite i classici strumenti GIS erano finiti in un sonoro fallimento dato che si trattava di strumenti decisamente troppo complessi (e costosi), ma soprattutto perche' pretendevano di introdurre tecnologie decisamente "aliene" nell'usuale e ben rodato modo di lavorare dei pianificatori delle reti.

Ecco quindi che parve del tutto naturale sviluppare una semplice applicazione Windows che supportava la pianificazione degli orari ma permetteva anche di disegnare le reti su uno sfondo cartografico; ovviamente era qualcosa di molto rozzo e per nulla sofisticato, ma ebbe un successo immediato dato che permise a tutte le aziende di trasporto toscane di gestirsi direttamente la rappresentazione cartografica completa delle proprie reti senza dovere stravolgere il proprio modello organizzativo tradizionale.

Un approccio molto semplice ed elementare aveva avuto pieno successo la dove invece un approccio piu' complesso aveva fallito; ecco come nacque inizialmente il mio interesse verso il mondo GeoSpatial.

A partire da quel primo esordio un po' casuale poi e' stato del tutto naturale seguire un percorso evolutivo che ha finalmente portato alla nascita di un vero e proprio Spatial DBMS conforme agli standard: ma tutto questo e' avvenuto tenendo sempre ben presente che sforzarsi di mantenere la complessita' al livello minimo indispensabile molto spesso paga.

Perche' "Spatial is not special" ? Credo che la risposta sia gia' in quanto ho detto sopra; esistono moltissimi contesti applicativi che potrebbero potenzialmente impiegare tecnologie GeoSpatial in modo utile e produttivo.

Ma per ottenere questo servono componenti software ben standardizzati e che si possano integrare molto facilmente con il tipico sw gestionale normalmente utilizzato.

Il GIS non puo' sempre essere considerato un mondo a parte con regole e requisiti tutti speciali; spesso quel che serve realmente sono piuttosto componenti "normali" che ben si prestino ad una facile integrazione in modo quanto piu' possibile indolore.


Domanda 2: Perchè la documentazione di SpatiaLite preferisce essere come un “libro di ricette" ?

Risposta: SQL e' un ottimo linguaggio di manipolazione dei dati, ed in questo specifico contesto e' oggettivamente piu' potente di molti altri linguaggi di programmazione normalmente utilizzati (C/C++, Java, Python etc).
Troppo spesso pero' SQL e' circondato da una brutta fama: cervellotico, astruso, troppo complesso.
L'idea di scrivere il "libro delle ricette di cucina" e' semplicemente stato un tentativo per cercare di sdrammatizzare e per dare un taglio tutto sommato giocoso e per nulla paludato.

Sinceramente sono abbastanza soddisfatto del successo che ha incontrato il cookbook; mi risulta che sia stato piu' o meno ufficialmente adottato da diverse Univesita' tedesche, spagnole, US e sudamericane come testo-base introduttivo per i corsi di geomatica e di topografia.

Il complimento migliore me lo ha fatto una specialista inglese di sistemi GIS quando mi ha scritto due righe che piu' o meno dicevano: "Sandro, mi sto ancora sbellicando dalle risate. Grazie, non avrei mai immaginato che studiare lo Spatial SQL potesse anche essere esilarante oltre che utile".


Domanda 3: Perchè, pur essendo italiano, preferisci parlare in inglese ? La tua mail-list tecnica, "spatialite-users", è in inglese, anche quando gli utenti sono italiani, come lo sei tu.


Risposta: Dobbiamo essere molto realisti e pragmatici. SpatiaLite e' un progetto internazionale; la community di SpatiaLite comprende circa un migliaio di persone sparse piu' o meno in tutto il mondo: gli italiani sono solo poche decine.

La scelta dell'inglese come lingua franca e' una scelta praticamente obbligata in un contesto di questa natura.


Domanda 4: Quali sono i limiti di SpatiaLite, se ce ne sono ?


Risposta: Sicuramente ne esistono almeno un paio. tanto per cominciare sia SQLite che SpatiaLite sono rigorosamente mono-utente; quando serve anche supportare la multi-utenza usare SQLite/SpatiaLite e' decisamente una pessima idea.

L'implementazione degli indici spaziali e' molto efficiente, ma oggettivamente e' anche abbastanza "esotica" e costringe ad utilizzare sintassi SQL piu' complesse di quel che avviene in molti altri Spatial DBMS.

SQLite offre un ottimo supporto standard per SQL, ma soffre anche di alcune limitazioni (peraltro volute, visto che vanno a vantaggio di un'implementazione molto "light").

Insomma, tanto SQLite che SpatiaLite cercano sempre di privilegiare la semplicita',la facilita' d'uso e la leggerezza: ma a volte questo significa anche dovere accettare qualche "ruvidita'" e qualche piccola scomodita'; difficilmente una Panda puo' offire lo stesso comfort che ti aspetti da una Mercedes.

Comunque deve essere ben chiaro che si tratta di ottimi DBMS per uso personal (a volte un po' spartani, ma comunque completi) che per definizione non pretendono affatto di potere operare in contesti piu' articolati magari di tipo client-server.

Se si parte da questi presupposti allora si finisce per scoprire che leggerezza e semplicita' finiscono per portare moltissimi benefici a fronte di assai scarse rinunce.

Quello che personalmente definirei un compromesso ben bilanciato ed assai spesso vantaggioso.

Domanda 5: Quali sono le applicazioni più grandi a te note (e divulgabili) di SpatiaLite ? E quali sono stati finora i "casi d'uso" più "minimalisti" ? Hai degli esempi ?


Risposta: Immagino che il "power user" piu' significativo di SpatiaLite sia Regione Toscana, che da alcuni anni a questa parte la utilizza in modo molto intensivo in tutti i processi di elaborazione GeoSpatial che svolge direttamente al proprio interno.

Molto spesso si tratta di datasets di dimensioni abbastanza rilevanti (decine di milioni di features, svariati GB di ingombro).

SpatiaLite e' perfettamente in grado di eleborare in modo rapido, efficiente ed affidabile anche questi "db-mostro".

Grazie all'utilizzo massicio di SQL scripts anche molto complessi (persino di molte migliaia di righe in alcuni casi) diventa molto semplice automatizzare tutti i processi ripetitivi come p.es. tutti quelli tipici dei collaudi per accettazione.
Inoltre SpatiaLite supporta direttamente l'import/export verso i principali formati in uso nel settore (SHP, DXF, TXT etc) e questo la rende decisamente molto flessibile e di facile impiego.

Per inciso: regione toscana usa con pieno successo SpatiaLite anche per pubblicare molti datasets "pesanti" sul web, visto che in questo contesto e' richiesta la mera consultazione read-only, e quindi non si pone nessun problema per gli accessi multipli concorrenti.

Invece per quanto riguarda i casi d'uso "minimalistici" so per certo che molte apps per smartphones e tablets iniziano ad usare sempre piu' spesso SpatiaLite (p.es. GeoPaparazzi).
Ma non mancano neppure i casi di centraline embedded per il controllo dei cicli semaforici o dei parchimetri che fanno girare con successo SpatiaLite su micro-schede integrate formato pacchetto di sigarette che costano circa 50 euro.

Comunque, il caso d'uso piu' "speciale" che mi ha maggiormente toccato e' stato quello di una maestra elementare iraniana (del tutto priva di qualsiasi competenza informatica) che grazie a SpatiaLite e Python e' comunque riuscita a realizzare con le sue sole forze un semplice applicativo didattico perfettamente funzionante per insegnare la geografia ai bambini utilizzando i pochi vecchi PC a disposizione della sua scuola.
Un altro ottimo esempio che dimostra perche' dopo tutto "Spatial is not special"


Domanda 6: Secondo te cosa manca a SpatiaLite perchè possa diventare un "standard de facto" dei sistemi geografici ?


Risposta: SpatiaLite e' gia' ottimamente integrata in praticamente tutti i principali strumenti GIS/GeoSpatial open source, da GDAL a QGIS etc
Mi risulta che sia persino supportata direttamente dalle versioni piu' recenti di ArcGIS e pure da FME insomma, una buona interoperabilita' e' gia' oggi sicuramente possibile, anche utilizzando strumenti proprietari.

Da qua a diventare "standard de facto" naturalmente la strada e' ancora molto lunga e tortuosa. Sospetto fortemente che in querto campo non contino solo i fattori tecnici; contano certamente ancor di piu' le scelte di marketing.

Domanda 7: Senza entrare nel merito ( e nei meandri ) della stesura degli standard, pensi che uno "standard open" sia possibile ?


Risposta: Dietro al concetto di standard si nascono molte possibili ambiguita'; esistono gli standard "de facto": vedi p.es. l'immortale Shapefile, che tutto sommato si basa su specifiche molto lasche e spesso fumose, ma che forse proprio per questo ha avuto un successo travolgente ed inossidabile nel tempo.

Poi esistono gli standard formalmente codificati: vedi p.es. GML, WMS, WFS etc; che molto spesso sono percepiti come esageratamente complessi e che non di rado contengono "aree grigie" non ben determinate e solo parzialmente definite che poi di fatto mettono a rischio la reale interoperabilita' tra componenti di diversa provenienza.

In teoria qualsiasi standard valido dovrebbe sempre essere "open", nel senso che dovrebbe essere pienamente trasparente e non dovrebbe mai contenere tecnologie brevettate o comunque soggette a vincoli proprietari.
Purtroppo di fatto avviene che le principali aziende produttrici riescono sempre ad avere un ruolo determinante nel ciclo di messa a punto degli standard, e questo non di rado finisce con il reintrodurre dalla finestra elementi di potenziale ambiguita'.

Sintetizzando; uno standard ha reale valore solo se e' realmente "universale", e quindi se e' accettato e supportato efficacemente tanto in ambito proprietario come in ambito open source, in modo assolutamente neutro e trasparente.
Purtroppo spesso (fortunatamente non sempre) interessi commerciali particolari finiscono per privilegiare le implementazioni non conformi.
Le communities open source da sole ovviamente non hanno il potere contrattuale necessario per imporre uno standard.


Domanda 8: Passiamo al futuro-futuribile. A quando l'implementazione del TIN, come oggetto topologico tridimensionale in SpatiaLite ? Ti piace la versione del TIN inserita in PostGIS ?


Risposta: Allo stato attuale non esiste un chiaro modello di riferimento per i TIN; gli standard OGC/SFS ed ISO/MM coprono solo il caso delle geometrie "simple features": Point, Linestring, Polygon etc parallelamente, anche le librerie di supporto (la GEOS in primis) supportano solo le simple features 2.5D

personalmente non credo che i tempi siano ancori maturi; ed avventurarci in percorsi "creativi" in assenza di un chiaro standard universalmente accettato e di qualsiasi tipo di supporto da parte delle altre librerire di base pare impresa troppo onerosa e gravata da troppe incognite.

probabilmente SpatiaLite finira' certamente per implementare qualche forma di supporto topologico 2.5D nei prossimi anni, ma temo sinceramente che un pieno supporto 3D sia ancora poco facilmente conciliabile con tutti gli altri requisiti standard richiesti ad un qualsiasi Spatial DBMS.


Domanda 9: Pensi verrà mai implementata una tabella delle caratteristiche grafiche nei database spaziali ?


Risposta: Se per "caratteristiche grafiche" si intende pieno supporto per gli stili grafici da utilizzare durante le operazioni di rendering dei vari layers allora sono felice di dire che questa e' una caratteristica che SpatiaLite gia' supporta da circa un anno a questa parte.

Il supporto XML che e' stato introdotto in SpatiaLite serve proprio a questo; consentire di inserire direttamente all'interno del DB tutti i documenti XML che contengono le schede di matadatazione ISO 19115 oppure gli stile grafici SLD/SE (RasterSymbolizer, PointSymbolizer, LineSymbolizer, PolygonSymbolizer e TextSymbolizer).

Naturalmente il semplice fatto di potere caricare gli stili grafici direttamente nel DB poi serve a ben poco dal punto di vista pratico se nessun applicativo desktop GIS di tipo tradizionale e' concretamente in grado di utilizzare utilmente queste informazioni, così come purtroppo accade oggi.

Ma per esempio RasterLite2 e' gia' oggi in grado di sfruttare al meglio i RasterSymbolizers: per esempio e' possibile applicare stili di aumento e normalizzazione del contrasto per le ortofoto, così come e' possibile comporre un'immagine a falsi colori a partire da qualsiasi raster multi-banda (p.es. Landsat); infine e' anche possibile "colorare" dinamicamente qualsiasi datagrid (DEM, DSM etc) applicando anche un'eventuale ombreggiatura shaded-relief.

Sono lieto di annunciare che in un prossimo futuro RasterLite2 sara' certamente in grado di effettuare direttamente il rendering anche per i layers vettoriali.

Aspettatevi novità significative: Spatial SQL sta così per diventare anche un linguaggio completo e sofisticato per la generazione dinamica di immagini e di mappe.


Decima domanda: Le HiperViste. Ovvero le "view" che richiamano altre view, con funzioni spaziali, dissolve, intersect, calcolo sommatorie ecc, in modo che al variare delle tabelle base, variano dinamicamente i risultati. Come sai, si tratta di una possibilità molto richiesta e molto "succulenta" (per usare il tuo stesso esempio di cucina). Ci stai pensando ?


Di fatto e' possibile gia' oggi (almeno in teoria). Bastano abbondantemente i meccanismi base intrinseci di SQL per ottenere tutto questo.

Gli ostacoli reali sono di diversa natura. In primis di scarsa efficienza: una lunga catena di view (che magari richiedano un sacco di operazioni spaziali) e' un bellissimo meccanismo formale che sulla carta sembra molto attraente.
Salvo poi magari scoprire al momento del runtime che i tempi di elaborazione richiesti sono semplicemente improponibili dal punto di vista pratico.
Magari funziona tutto bene con qualche semplice dataset con poche centinaia di features, e poi si scopre inevitabilmente quando si passa nell'ambiente di produzione (milioni di featurea) che occorrono lunghe ore per arrivare a visualizzare materialmente i primi risultati.

Naturalmente scrivere una View anche molto complessa che giri con ragionevole efficacia in modo altamente ottimizzato e' sicuramente possibile anche in SQLite/SpatiaLite.
ma richiede certamente grande esperienza, una paziente calibrazione ed una oculata pianificazione; insomma, sicuramente non e' qualcosa alla portata di un end-user generico, e neppure di qualche
tool automatico o semi-automatico.

Infine va considerato quello che forse e' l'ostacolo principale; non basta semplicemente arrivare a scrivere una query SQL molto efficiente. occorre anche che quella query poi si integri bene nel modello dati supportato dai principali desktop GIS (magari proprio con QGIS): e qua nascono ulteriori problemi forse insormontabili.

Tutti i desktop GIS sono saldamente ancorati al concetto di "layer" basato su geometrie omogenee e ragionevolmente statiche (il famoso modello Shapefile, tanto per capirci meglio). Ma tutto questo si concilia malissimo con gli approcci assai piu' dinamici che potrebbero scaturire da un approccio tipo HyperView, dove persino il tipo geometrico o lo SRID potrebbero cambiare capricciosamente durante l'elaborazione.

Qua il cane si morde la coda: anche una HyperView puo' ovviamente fornire uno snapshot "istantaneo" che faccia apparire un quadro statico on-demand; ma quando sono in gioco milioni di features nulla ci assicura che il tempo necessario non tenda rapidamente verso l'infinito.

Concludendo: e' un ambito opertivo sicuramente affascinante, ma che allo stato attuale possiamo considerare piu' arte creativa che scienza esatta.

Comunque gli attuali desktop GIS spesso ma si adattano ad uno scenario di questa natura: occorrerebbe sicuramente lavorare pesantemente su entrambi i versanti per potere sperare di arrivare a qualcosa di realmente soddisfacente.

END_OF_INTERVIEW


Ringraziamo Alessandro Furieri per la sua disponibilità (anche sotto le vacanze di Natale :) e ... a presto.



2014-12-17

RasMover plugin per QGIS


 

Oggi parliamo di un nuovo plugin per QGIS,  che si chiama RasMover.

Come si può chiaramente intuire dal nome   :)    "RasMover"  permette di muovere i livelli raster di QGIS di una quantità "delta" impostata tramite un vettore di traslazione,  dato attraverso l'input di una linea rossa.

In pratica, si opera in questo modo :  si seleziona l'icona del plugin e si inserisce un primo punto e TENENDO IL TASTO SINISTRO DEL MOUSE PREMUTO si sposta il cursore in modo che la linea rossa raggiunga il punto in cui si vuole spostare l'immagine.  A questo punto SI RILASCIA IL TASTO SINISTRO DEL MOUSE.

E' tutto.   Dopo qualche istante ( e una breve elaborazione visibile su una finestra "shell" del sistema operativo che si chiude subito dopo )  viene aggiunto un nuovo livello raster, chiamato "moved" che visualizza le immagini spostate della quantità data.

Questo plugin colma in un istante una lacuna di QGIS, che non permette di spostare facilmente uno strato raster di piccole quantità, per aggiustamenti a volte necessari in fase di digitalizzazione di elementi vettoriali.

A volte,  si hanno strati vettoriali e raster che differiscono per piccole quantità,  molto fastidiose quando si vogliono controllare alcuni allineamenti.

Questo plugin sarà molto gradito a molti, anche se ovviamente va utilizzato "cum grano salis", e non deve costituire un alibi per modificare la reale georeferenziazione degli oggetti.

:)

Ogni suggerimento per migliorare il plugin è il benvenuto.

Dimenticavo, il plugin funziona solo su Windows  :(



Buon uso a tutti  

A presto

BobMaX


Link utili:


2014-11-15

Intervista a Valerio Noti

Incontriamo, a Roma, Valerio Noti autore del volume "GIS Open Source per geologia e ambiente",  e prendiamo subito l'occasione per fargli una breve intervista. 

Roberto (BobMaX) Angeletti     e    Valerio Noti


Domanda: Pensi che ci sia bisogno di un Gis 3D ?

Risposta: Assolutamente si. Poi, bisogna vedere cosa si intende per "Gis 3D".   3D può voler dire superficie, ma anche ( da geologo ) può voler dire anche "il sotto".  Ci sono quei software che ho citato anche nel libro (ParaView, Visit, ecc.) che sono storicamente sganciati dal Gis, ma negli ultimi anni sono sempre maggiori le richieste su come si fa a caricare dati georeferenziati lì dentro, perchè l'aggancio tra questi strumenti e la parte GIS è ormai quasi obbligatoria. C'è sicuramente un “gap” con la visione statica e bidimensionale...  No, il GIS è 3D soprattutto se si parla di dati del sottosuolo. “Deve” essere 3D.

Domanda: Comunque, il mondo è in 3D.

Risposta: Stavo per dirlo. “Il mondo è in 3D” e quindi anche gli strumenti dovrebbero esserlo. Ci riallacciamo sempre ad un discorso di dati iniziali mancanti. Se noi avessimo una disponibilità di dati maggiori, sia del sottosuolo che del soprasuolo, avremmo strumenti molto più integrati. Con Google Earth hanno dimostrato che la geografia e la cartografia sono anche per "non tecnici" e che quello è il modo per vedere il mondo.

Domanda: Per farla ancora “più complicata” : e il 4D, cioè il tempo ?

Risposta: Il tempo. Da geologo ti dico che la serie temporale è fondamentale. Pensa solamente al rischio idraulico, per fare solo un esempio. Ma questo 4D diventa il “FantaGIS” del tempo reale, no ?

Domanda: Sì, il FantaGIS del tempo reale :) Quindi che cosa faresti tu se avessi a disposizione un GIS 3D,   4D con la serie temporale, e con dati TIN ?

Risposta: Penso che il TIN sia migliore del grid perchè ci puoi inserire delle “break lines” e puoi modellarlo, cosa che nel grid non puoi fare.

Domanda:  Il grid è “scalettato”...

Risposta: Sì è scalettato, e quindi... E' vero che storicamente i software, vedi GRASS ecc (l'ho scritto anche nel libro) sono orientati più alla parte grid, perché in GRASS per esempio dicono “noi facciamo talmente bene, siamo talmente bravi con il grid, che non abbiamo bisogno del TIN”.
Il TIN è sicuramente più complicato dal punto di vista informatico, però i risultati e i benefici che ti dà sono migliori perché puoi inserire breaklines, dove hai pochi dati di input hai una maglia meno fitta, (e questo alleggerisce anche il dato) e poi hai una possibilità di gestione e di calcolo delle pendenze, delle esposizioni, e dei volumi ecc...
Il problema è che gli strumenti software di gestione del TIN al momento sono, in media, più arretrati.

Domanda: Secondo te, che uso possono fare gli architetti di un GIS ?

Risposta: Al corso di oggi c'erano tre architetti. Tutti quelli che si occupano di pianificazione e di urbanistica, è un po' la figura di riferimento dei piani di governo del territorio che sono fatti tipicamente dagli architetti e adesso in tante zone sono obbligati a fornire dati GIS.

Domanda: Se tu dovessi scegliere una sola funzione tra quelle presenti in un GIS, che ne giustifichi l'indispensabilità, quale funzione sceglieresti ?

Risposta: La tematizzazione del dato. Soprattutto con la parte numerica, come ti dicevo, è una cosa molto sottovalutata.


Ringraziamo Valerio Noti per la disponibilità e a presto.

Risposta: Grazie a te. Tanto tu non pubblichi l'audio, no ?   ;)


A presto

BobMaX



Link utili:






2014-11-02

Nuovo libro : "GIS Open Source per geologia e ambiente"





Oggi parleremo di un libro tecnico su QGIS, applicato alla geologia e l'ambiente;  visto quello che accade sul territorio ultimamente,  dovrebbe essere un testo che tutti,  dai "decision maker" agli studenti universitari, dovrebbero leggere e studiare con attenzione. Tutti dovremmo essere consapevoli che il territorio è un luogo in cui gli eventi meteo o sismici, quando avvengono, possono avere conseguenze anche prevedibili, e non solo fatalmente … fatali.   Come si dice: "chi semina, raccoglie".



Lo studio dell'ambiente inizia con una buona mappa.   E una buona mappa si realizza con una serie di tecniche applicate ad una serie di dati in relazione tra loro.  Quali tecniche ?  Quali dati ?   Le risposte sono in questo libro,  pubblicato… pochi giorni fa  :)

Valerio Noti è un geologo, dottore di ricerca in Scienze della Terra, esperto di Sistemi Informativi Geografici e di Open Source dal 1995, socio fondatore di TerreLogicheInsieme a lui hanno collaborato a questo libro  Raffaele Battaglini, Marco Capitani, Margherita Di Leo, Flavio Lupia e Antonio Falciano, che ne è stato il revisore.

Questi sono i capitoli e gli argomenti trattati nelle più di 350 pagine del libro: 

1. Sistemi informativi geografici: concetti fondamentali  
2. Introduzione a QGIS
3. Il progetto GIS e il caricamento dei primi layer
4. I formati GIS: non solo Shapefile
5. Gestione dei layer vettoriali e raster
6. Tabelle degli attributi e interrogazioni 
7. Simbologia dei dati vettoriali e tecniche di rappresentazione 
8. Carte Tecniche Regionali (CTR) e servizi web
9. Come georeferenziare una cartografia 
10. Editing dei layer e tecniche di digitalizzazione
11. Procedure di stampa e generazione dei layout 
12. La consegna di un progetto GIS 
13. Il geoprocessing 
14. Superfici statistiche e modelli digitali di elevazione (DEM) 
15. Elementi base di geostatistica 
16. Esempio di modellazione geostatistica di parametri geochimici in ambito GIS 
17. Studio della morfometria dei bacini idrografici attraverso analisi GIS
18. Tecniche di analisi spaziale per la zonazione della suscettività di frana 
19. Metodologie GIS per l’individuazione delle aree potenzialmente interessate da fenomeni di esondazione dei corsi d’acqua
       

Come si vede, i primi dieci capitoli trattano le basi dei GIS, dai vari sistemi di coordinate, ai tipi da dati e di livelli, fino alla modifica e alla stampa.  Questo assicura una serie di informazioni essenziali per poter essere sufficientemente preparati e produttivi nella visualizzazione, trattamento, sovrapposizione e produzione di mappe.


I capitoli seguenti

"I capitoli 13 e 14 costituiscono il fulcro di tutto il volume poiché riguardano temati- che cruciali per l’analisi spaziale: il geoprocessing, le superfici statistiche e i DEM (Digital Elevation Model). Al loro interno saranno descritte importanti operazioni quali, ad esempio, la sovrapposizione tra layer (overlay), le tecniche di buffering, i join spaziali, la realizzazione di processi interpolativi e di mappe DEM-derivate (ad esempio carte di pendenza o di orientazione dei versanti), il calcolo volumetrico e la generazione di profili topografici. "

GIS Open Source
per geologia e ambiente
Analisi e gestione di dati territoriali e ambientali con qgis 


Questo è il link da cui è possibile scaricare la preview del libro:

http://www.darioflaccovio.it/pdfdescr/930-DF0339.pdf


Parleremo diffusamente degli argomenti affrontati nel libro e delle tecniche trattate nei prossimi post di questo blog.


A presto

BobMaX



2014-09-28

QGIS e il GPS di uno smartphone

QGIS permette di prendere i dati di localizzazione in diretta da un GPS.  Ma oggi, i GPS sono integrati in praticamente tutti gli smartphone.  Allora ci siamo chiesti :  non è possibile collegare  QGIS direttamente ad un telefonino ?  E per fare la sfida più "succosa" abbiamo scelto uno dei telefonini ritenuti più "chiusi", da questo punto di vista : un Apple iPhone  (e anche, un vecchio modello, come il 3GS ).

Bene, siamo riusciti a farlo, installando una app gratuita, chiamata "NMEA Gps", prodotta dall'italianissimo Alessandro Trebbi .

Lasciamo a lui la descrizione di come fare per collegare QGIS ed il  GPS di un iPhone



"Per prima cosa, scaricate da itunes l'app NMEA GPS 
dopo averla avviata e concesso i permessi per localizzazione in background, dalle impostazioni dell'app ( accessibili anche dall'interno dell'app, dalla schermata principale ), configuratela come segue ( ossia, nmea wifi server attivo, modalita' TCP , porta 11000 ( o anche altre, da ricordare poi perche' vi servirà per impostare qgis ) ):

Il macbook con qgis dovrà essere connesso alla stessa rete locale, vi servirà quindi l'ip del telefono per poterlo raggiungere, individuabile dalle impostazioni del telefono ( nel caso sotto, l'indirizzo ip, che vi servirà per impostare qgis, è 192



A questo punto, potrete verificare che tutto sia configurato correttamente aprendo un browser e facendolo puntare al server/porta indicati :
http://192.168.2.13:11000
dovreste vedere una sequenza di stringhe a schermo, del tipo :
$GPGGA,190135.00,4531.1358,N,921.8087,E,12,12,20.0,128.0,M,0.0,M,0.0,0000*74
$GPGSA,A,3,01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,11,12,22.2,20.0,9.6*3e
$GPGSV,3,1,12,01,45,045,50,02,45,045,50,03,45,045,50,04,45,045,50*7c
$GPGSV,3,2,12,05,45,045,50,06,45,045,50,07,45,045,50,08,45,045,50*77
$GPGSV,3,3,12,09,45,045,50,10,45,045,50,11,45,045,50,12,45,045,50*71
$GPRMC,190136.00,A,4531.1358,N,921.8087,E,0.0,-1.0,270914,0.0,E,A*1d
$GPVTG,-1.0,T,0.0,M,0.0,N,0.0,K*62
$GPGGA,190136.00,4531.1358,N,921.8087,E,12,12,20.0,128.0,M,0.0,M,0.0,0000*77
$GPGSA,A,3,01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,11,12,22.2,20.0,9.6*3e
$GPGSV,3,1,12,01,45,045,50,02,45,045,50,03,45,045,50,04,45,045,50*7c
$GPGSV,3,2,12,05,45,045,50,06,45,045,50,07,45,045,50,08,45,045,50*77
$GPGSV,3,3,12,09,45,045,50,10,45,045,50,11,45,045,50,12,45,045,50*71
$GPRMC,190137.00,A,4531.1358,N,921.8087,E,0.0,-1.0,270914,0.0,E,A*1c
significa che il server NMEA è impostato correttamente e sta funzionando

A questo punto vi rimane da configurare qgis :
nel menù :
visualizza -> pannelli
attivate il pannello "Informazioni sul GPS"
configuratelo come da schermata allegata ( modalità gpsd, server 192.168.2.13 ( sostituitelo con l'ip del vostro telefono), e porta 11000 ( quella che avete configurato in NMEA Gps ).
premete quindi "Connetti" e dovreste vedere la seguente schermata ( notate la scritta in basso, "connesso al gps", e l'indicazione della posizione attuale sullo schermo, il cerchietto con la croce ) )



Nota:
qgis nella versione attuale pare non supportare il protocollo UDP , preferibile per vari motivi in questo tipo di connessioni ( innanzitutto perchè più leggero per il telefono , specie in caso di connessioni multiple ; inoltre non avrete bisogno dell'ip per la configurazione, visto che NMEA GPS in modalità udp non richiede server )"

Ringraziamo Alessandro per la collaborazione (e la pazienza dimostrata :)  nel raccogliere ( e vincere ) questa sfida "tecnologica".    Ora sta a noi dimostrare se quello che c'è scritto nelle note del pannello GPS dell'iPhone corrisponde a verità :


Se tanto mi dà tanto,  con tutta questa tecnologia "crowd-sourced" e con le torri cellulari, di cui sono note le posizioni precise,  potremmo anche fare a meno dei satelliti  ;)   Vedremo !

A presto


2014-09-18

Buon compleanno, GEarthView plugin !




Nato il 18 settembre 2013,   GEarthView festeggia oggi il suo primo anno di vita, e possiamo dire che è stato un successo.  Con i suoi oltre 35000 downloads,  si classifica tra i  "Top Ten"  dei plugin di QGIS.  Per l'esattezza, ad oggi è ottavo in classifica.

Ad un anno del suo primo rilascio, oggi viene pubblicata la versione 2.0 ,  che contiene importanti novità, come, ad esempio, la sincronizzazione dell'immagine in QGIS, spostando la vista di GoogleEarth.

La seconda novità è il posizionamento automatico di un punto al centro dello schermo di GoogleEarth, che contiene un "baloon" con il QrCode identificativo del punto.

La terza novità è la possibilità di trasferire il punto all'interno di qualunque funzione di disegno attiva in QGIS.

Insomma, già questi sono dei buoni motivi per aggiornare la versione di GEarthView plugin.


A presto